Un Tot Di Mesi Dopo.
Un Tot di mesi dopo è tempo di tirare le somme. Somme del tutto astratte e poco rilevanti in realtà. Impercettibili attimi di infinita gioia schiacciati da mastodontici dinosauri quotidiani. Di quelli che ti schiacciano solo a guardarti. Cose mai viste in questo secolo delirante. E’ tutta una questione di movimenti. Il mondo si muove e io resto ferma. Sempre. Immobile. Intrappolata nello stesso attimo. Come fare lo stesso incubo cento volte e poi ancora. Tutto và avanti tranne me. A rallentatore. Anzi no. In pausa. Uno stand-by ultra forzato che mi immobilizza i sensi. Emozioni senza nessun accenno di movimento. L’andarsene. Affievolirsi col tempo: termine inesistente nel mio vocabolario personale di stronzate mistiche religiose. Tutto ciò che mi riguarda non si affievolisce mai. La mia mente i miei ricordi e le mie emozioni, vampiri centenari che non invecchiano, ne muoiono, o dimenticano. Sempre fermi allo stesso punto, con il mondo che cambia sotto al tuo naso. Non è un cazzo divertente. Dimenticare. Passare oltre. Andare avanti. Stare al passo con le stagioni. Sarebbe una figata. La gente vive, commette errori, gioisce, soffre, dimentica, và avanti..e poi ricomincia. Tutto da capo come se nulla fosse successo. Io invece funziono diversamente. Vivo, gioisco, soffro. Ma non dimentico. Mai. Ne vado avanti. Non ricomincio. Le mie emozioni non si affievoliscono. Non ho cassetti in cui chiuderle a chiave. I dimenticatoi del passato. Non li ho. Il mio vivere è un portarsi addosso una rabbia preistorica. Fatta di gioia, dolore, ricordi, memorie altrui, attimi sempre aggiornati. Un backup infinito. Sono il computer di me stessa. Memorizzo dati e lì tengo lì, sempre pronti. Non perdo nulla. Non ho difetti di codice. Sono perfetta, volendo. Una perfezione che ti schiaccia, lentamente. Soffocare quotidianamente nell’infinita sapienza delle proprie emozioni immortali. Ripeto. Non è un cazzo divertente.
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L’inferno celeste delle piccole gioie.
Ti alzi una mattina e ti chiedi perchè. Come sei arrivata a questo punto. Quanta importanza ha la tua esistenza su una scala da zero a uno. Zero? Uno? Se fosse possibile quantificare l’infelicità tu saresti la regina della scala zero a uno. E non è perchè ti sei rotta un piede facendo una cosa stupidissima. Non perchè la tua estate ha visto solo le pareti del tuo appartamento in affitto trentasettemetriquadricalpestabili. Non centrano neanche le scarpe fuori moda o i capelli sfibrati. Sono le piccole cose. Così piccole che ti innalzano al cielo come fossi una divinità d’oltretomba. L’inferno celeste delle piccole gioie. E’ da li che ti rendi conto di quanta importanza ha la tua esistenza. Ti alzi una mattina e ti rendi conto che, se fosse possibile quantificare l’infelicità,tu saresti la regina della scala zero a uno.
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aggiornamenti statistici umore mestruale caldo psicosomatico neurovascolare
Tutto ciò è orribile. Ne meglio ne peggio. Solo così. Immobile. Orribilmente magnifico. Mestruo e cazzi rigorosamente storti.
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Rewind: 03/12/08 —->30/04/09 [Fonte:violence-suicide.com]
Misty vende su ebay i suoi tampax usati. Elisa nun ci capisce più niente. In streaming. In streaming. I social network sono la droga del nuovo millennio. La dipendenza da internet è ufficialmente una malattia. Una malattia. Dellapackardbell è il mio cognome in codice. La rete fastweb mi nasconde dagli sguardi indiscreti degli spioni cybernetici. Dove sono? Dovecazzosono? In streaming. Distratta e confusa dal male afrodisiaco. Inaspettato afrodisiaco malessere da distrazione pseudo reale. Fantasie.


















